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domenica 23 novembre 2014

FERMATE NETANYAHU...

Demolizioni di case per spegnere l’intifada di Gerusalemme
Gerusalemme. Il governo israeliano conferma la linea dura. Dopo la distruzione della casa del palestinese responsabile di un attentato il 22 ottobre, Netanyahu annuncia che le demolizioni saranno intensificate. Ieri i funerali di Zidan Seif, la quinta vittima israeliana dell'attentato alla sinagoga di Har Nof. ya­min Neta­nyahu ieri ha visi­tato un nuovo comando di poli­zia a Geru­sa­lemme, dove ope­rano unità spe­ciali inca­ri­cate di moni­to­rare ogni punto e ogni movi­mento nella zona araba della città. Tra strette di mano e le spie­ga­zioni del sin­daco Nir Bar­kat, il pre­mier israe­liano ha riba­dito la linea dura annun­ciata l’altra sera dopo l’attentato com­piuto da due pale­sti­nesi nella sina­goga di Har Nof in cui sono stati uccisi quat­tro rab­bini e un agente di poli­zia (Zidan Seif di ori­gine drusa, sepolto ieri). «Que­sta mat­tina abbiamo demo­lito (a Sil­wan) la casa di un ter­ro­ri­sta – ha detto Neta­nyahu, in rife­ri­mento all’abitazione di Abdel Rah­man Sha­ludi, accu­sato di aver ucciso inten­zio­nal­mente con la sua auto una bimba e una donna lo scorso 22 otto­bre. «Ci saranno altre demo­li­zioni di case — ha avver­tito — Siamo deter­mi­nati a ripor­tare la sicu­rezza a Gerusalemme…Non tol­le­re­remo attac­chi ai nostri cittadini». Non si cono­scono tutte le misure che il governo Neta­nyahu sta adot­tando o adot­terà per met­tere fine a quella che, più gli israe­liani che i pale­sti­nesi, chia­mano “l’Intifada di Geru­sa­lemme”. La demo­li­zione di case appare un pila­stro di que­sta stra­te­gia di puni­zione col­let­tiva, che risale ai tempi del Man­dato bri­tan­nico sulla Pale­stina. Gli inglesi pen­sa­rono, attra­verso la distru­zione delle abi­ta­zioni, la deten­zione senza pro­cesso e prov­ve­di­menti simili di poter spe­gnere l’ansia di auto­de­ter­mi­na­zione delle popo­la­zioni locali. Alcune di quelle misure sono state assor­bite dall’ordinamento mili­tare israe­liano in vigore in Cisgior­da­nia e sono state la base degli ordini di demo­li­zione che di recente sono stati con­se­gnati a cin­que fami­glie pale­sti­nesi nel nord del vil­lag­gio di Hajja (Qal­qi­liya). Non per motivi di sicu­rezza in quel caso ma per ille­ga­lità degli edi­fici costruiti senza i per­messi edi­lizi. Per­messi che le auto­rità mili­tari israe­liane rila­sciano con il con­ta­gocce nell’area C (il 60% della Cisgior­da­nia) sotto il loro pieno con­trollo. Nel 2014 Israele ha demo­lito almeno 543 case ed edi­fici pale­sti­nesi in Cisgior­da­nia secondo i dati rac­colti delle Nazioni Unite. Almeno 27.000 costru­zioni pale­sti­nesi sono state demo­lite da Israele dal 1967. Geru­sa­lemme Est non è stata immune dalla distru­zione di case costruite senza per­messo. Ora però si parla di demo­li­zioni siste­ma­ti­che delle case dove vivono o vive­vano i pale­sti­nesi respon­sa­bili di attac­chi con­tro cit­ta­dini israe­liani. Una puni­zione che col­pi­sce soprat­tutto i i loro parenti. Con­tro que­ste misure puni­tive, come la demo­li­zione delle case, si è espresso di recente anche il cen­tro israe­liano per i diritti umani, Betse­lem. Ciò men­tre il comune di Geru­sa­lemme ha appro­vato un pro­getto per la costru­zione di 78 case nelle colo­nie israe­liane nella parte araba della città: 50 ad Har Homa e 28 a Ramot. Una deci­sione che, per il por­ta­voce della pre­si­denza pale­sti­nese, Nabil Abu Rudeina, causa nuove ten­sioni e spinge verso un’ulteriore escalation. Misure sem­pre più pesanti a Geru­sa­lemme Est sono invo­cate da più parti. Naf­tali Ben­nett, mini­stro dell’economia e lea­der dei reli­giosi nazio­na­li­sti che popo­lano le colo­nie israe­liane, vuole un’operazione mili­tare nella zona araba della città santa. Ope­ra­zione che, ha spie­gato alla radio mili­tare, dovrebbe ispi­rarsi a quella duris­sima con­dotta nel 2002 in Cisgior­da­nia, durante la seconda Inti­fada. Arye Bibi, ex capo della poli­zia a Geru­sa­lemme, ha spie­gato al gior­nale online The Jeru­sa­lem Times, che la solu­zione non sta nel raf­for­zare le misure di sicu­rezza nella zona ebraica della città ma nel man­dare ingenti forze di poli­zia a Geru­sa­lemme Est, alle­stendo posti di blocco e anche con fre­quenti visite degli ispet­tori del fisco nei quar­tieri pale­sti­nesi. Non solo. Arye Bibi chiede, oltre alla demo­li­zione delle case, che siano espulsi da Geru­sa­lemme e depor­tati in Cisgior­da­nia le fami­glie dei respon­sa­bili degli attacchi. Sug­ge­ri­menti in parte già accolti. Oltre ai nuovi reparti della guar­dia di fron­tiera, a pat­tu­gliare le strade di Geru­sa­lemme Est ci saranno anche i com­mando dell’unità spe­ciale della Marina mili­tare Shaye­tet 13. Nella città vec­chia sono stati aggiunti sei chec­k­point. «Abbiamo dispie­gato mille nuovi agenti oltre ai tre­mila già ope­ra­tivi, sia nella parte est sia nella parte ovest della città», ha rife­rito il por­ta­voce della poli­zia Micky Rosenfeld. Allo stesso tempo l’attentato alla sina­goga di Har Nof, ha ria­cu­tiz­zato la forte dif­fe­renza fra l’ebraismo orto­dosso e il sio­ni­smo reli­gioso che orienta il governo israe­liano. All’origine di que­sto con­tra­sto c’è il divieto asso­luto per gli ebrei orto­dossi di ascen­dere sul monte dove secondo la tra­di­zione biblica sor­geva il Tem­pio di Geru­sa­lemme e che ora ospita la Spia­nata delle Moschee per­chè “non puri” per entrare in un luogo così sacro. Di parere oppo­sto i nazional-religiosi. «Occorre rile­vare che i reli­giosi ebrei che sal­gono sul Monte del Tem­pio agi­scono sia con­tro la orto­dos­sia ebraica sia con­tro ogni razio­na­lità poli­tica. Un miliardo e mezzo di musul­mani vedono che essi cer­cano di alte­rare lo sta­tus quo sulla Spia­nata, e tutto ciò crea esca­la­tion e fer­menti», ha spie­gato il depu­tato orto­dosso Moshe Gafni. Mar­tedì anche Yoram Cohen, capo dello Shin Bet (ser­vizi di sicu­rezza) aveva messo in guar­dia dal creare ulte­riori ten­sioni nella Spianata. Da (Il Manifesto )

mercoledì 19 novembre 2014

LA TERZA INTIFADA. (con aggiornamenti)

Pare che ci siano tutti i presupposti per credere che in Palestina si stia organizzando la terza intifada. Cosa ce lo fa credere? La prima intifada (che in arabo significa "rivolta") fu una sollevazione palestinese di massa contro il dominio israeliano che iniziò nel campo profughi di Jabaliya nel 1987 e presto si estese attraverso Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme Est. L'azione palestinese si espresse in un gran numero di forme, inclusi la disobbedienza civile, gli scioperi generali, il boicottaggio di prodotti israeliani, i graffiti e le barricate, ma furono i lanci di pietre da parte dei giovani contro le ben armate Forze di Difesa Israeliane che portarono all'intifada notorietà internazionale. Durante il corso della prima intifada, durata circa sei anni,conclusasi con gli Accordi di Oslo che furono firmati nel 1993, 1.162 palestinesi (fra cui 241 bambini, alcuni dei quali presero parte attiva nelle violenze) erano stati uccisi da israeliani e 160 israeliani (5 dei quali bambini) erano stati uccisi da palestinesi.
La Seconda intifada esplosE a Gerusalemme il 28 settembre del 2000 Non c'è accordo su quando si possa considerare conclusa la seconda intifada: si può sottolineare una distensione nei rapporti fra Israele e ANP nel 2004, fino a quando la morte di Arafat e la caduta in coma di Sharon non hanno rivoluzionato lo scenario. La successiva vittoria elettorale degli estremisti palestinesi di Hamas ha poi aperto un conflitto interno irrisolto con i moderati di Fatah, mentre i rapporti fra il nuovo governo israeliano e l'ANP tornavano a farsi tesi. In generale la fine dell'intifada è stimabile nel 2005. Molti mezzi di comunicazione riportarono la cifra di 4312 morti palestinesi e di 1084 morti israeliani. A sette anni dall'inizio i morti palestinesi sono saliti, secondo il Centro Palestinese di Statistica, a 5000 unità.
In Palestina. ieri 18 Novembre 2014, è stata attaccata una sinagoga come reazione da parte dei palestinesi alle azioni che da settimane i coloni e i poliziotti israeliani stanno compiendo contro di essi impedendo ai fedeli di accedere regolarmente alla moschea di Al Aqsa, aggredendo quotidianamente cittadini palestinesi nel luogo per loro più sacro e nel quale avrebbero diritto di poter entrare liberamente. In Palestina un'auto ha investito un gruppo di israeliani ,vero, ma è anche vero che ogni giorno le forze di occupazione, da mesi ormai uccidono, feriscono e rapiscono palestinesi di cui . naturalmente i nostri organi di informazione non parlano. I nostri telegiornali raccontano che i Palestinesi un bel giorno, così, all'improvviso, per pura crudeltà, per noia forse o chissà, per pazzia, hanno deciso di usare violenza contro Israele.Si, perchè loro sono "terroristi", hanno il gene terroristico nel DNA...Non dicono che i Palestinesi sono un popolo esasperato da decenni da un'occupazione illegale e da un regime di apartheid riconosciuto come tale da uomini della statura di Nelson Mandela, che l'apartheid lo conosceva bene. I nostri telegiornali non raccontano del bambino palestinese di 10 anni che pochi giorni fa ha perso un occhio grazie ad un proiettile di gomma, sparato da distanza ravvicinata o di quello poco più grande che morì qualche settimana fa per un colpo di fucile al petto, sempre da distanza ravvicinata. I nostri giornalisti non testimoniano di come Liebermann si stia divertendo un mondo nel continuare ad approvare piani di espansione di nuovi insediamenti coloniali, nonostante perfino l'amico Kerry gli stia gentilmente chiedendo di darsi una regolata. Anche solo per un po', per fare calmare le acque. Nessuno avrebbe saputo nulla, come nel passato durato 66 anni, di ciò che sta accadendo in Palestina se non fosse stato per quei pochi ma tanto rumorosi attivisti mobilitatisi giorno e notte nelle piazze di tutta Italia a sostegno di un popolo che per l'ennesima volta. l'estate scorsa, veniva sottoposto ad un brutale attacco (2200 morti (fra cui più di 500 bambini), più di 10000 feriti e centinaia di migliaia di sfollati a Gaza), e per tutti gli attivisti internazionali che sono laggiù e senza i quali non potremmo conoscere la realtà delle cose, grazie a Vittorio Arrigoni. che col suo esempio e con la sua grande abnegazione ha aperto gli occhi, ma principalmente , il cuore verso questa parte di mondo che sentivamo tanto lontano, ma che in realtà è molto vicino a noi, solo al di là del Mediterraneo, e all'uso di vari canali via web ma soprattutto grazie ad un popolo meraviglioso che resiste con una tenacia straordinaria da un tempo che ci pare infinito, continueremo a raccontare la verità. Terremo i fari sempre puntati su questo palcoscenico del terrore, affinchè non si spenga la speranza . PALESTINA NON SEI SOLA! PALESTINA SEI TUTTI NOI ! RESISTENZA VINCERA' !

martedì 18 novembre 2014

SANGUE CHIAMA SANGUE !

18 NOVEMBRE 2014 Oggi leggo a grandi titoli: "Attacco terroristico in una sinagoga israeliana. Uccisi 4 israeliani! Secondo la polizia israeliana, 4 israeliani sono stati uccisi e 13 feriti questo Martedì mattina, in un audace attacco con machete e pistola da tre palestinesi. Due degli aggressori sono stati uccisi, mentre le forze di polizia israeliane stanno ancora inseguendo il terzo giovane". Nel frattempo, un'altra jeep militare israeliana è stata data alle fiamme vicino alla colonia di Kedumim nella Cisgiordania settentrionale. Credo che mi sto abbrutendo anch'io pur vivendo in una situazione differente, perchè non ho provato pena, pur non provando neanche odio...Non mi sono chiesta nulla di questi 4 morti perchè è troppo viva in me l'immagine del palestinese Youssef Ramouni (32 anni)sposato e padre di due bambini piccoli. Lui lavorava per l'azienda israeliano Egged Bus. Si era recato a lavoro, ieri, molto presto di mattina, E' stato trovato morto all'interno del bus di cui era l'autista, ma non era una morte naturale, lui fu attaccato da un branco di coloni sionisti terroristi all'interno del bus, che lo hanno gravemente torturato e alla fine strangolato e impiccato simulandone un suicidio...Youssef lavorava onestamente per portare cibo e una vita serena alla sua famiglia, invece è stato massacrato solo perché era un palestinese... Ieri un palestinese si è sfogato dicendo: Morte e distruzione ci circondano da tutti i lati e siamo costretti a tacere, non dovremmo neanche esprimere il dolore che stiamo provando ogni secondo della nostra "breve vita ", noi non possiamo sentirci mai al sicuro, neanche sul lavoro, noi non possiamo sentirci al sicuro sulle strade, noi non possiamo sentirci al sicuro da nessuna parte nemmeno all'interno di casa nostra. Questo è un dato di fatto! Più di 2000 i cittadini palestinesi di tutte le età sono stati uccisi "bombardati" dentro le proprie case durante l'estate 2014 da una guerra sionista a Gaza, e di questo non si parla. 2000 palestinesi, di cui oltre 500 erano bambini sono stati uccisi a Gaza... poi i sionisti israeliani hanno preso di mira la moschea di Al-Aqsa, vi sono entrati calpestandone il suolo con le loro luride scarpe. calpestando un luogo sacro come solo i peggiori barbari possono fare. Hanno calpestato l'anima di un popolo da 66 anni. Io non provo dolore per questi 5 morti, no! Mi dispiace... è ancora troppo viva in me' l'immagine di Youssef Ramouni, che era un uomo umile e pacifico. Sento dentro di me il dolore di quella donna rimasta da sola con i suoi bambini ,,, sento il suo dolore, la sua disperazione, la sua paura di dovere ancora affrontare una vita sotto l'occhio impietoso sionista. SCUSATEMI! NON PROVO DOLORE PER I 4 UCCISI STAMATTINA! HO ANCORA NEGLI OCCHI E NEL CUORE QUESTE IMMAGINI DI IERI :
QUI IL VIDEO DEL SUO FUNERALE: https://www.facebook.com/video.php?v=802366663173570&set=vb.119605611449682&type=2&theater Come previsto dalla Medhaj News, i palestinesi hanno iniziato a reagire alla continua profanazione di Israele di Al Aqsa a Gerusalemme, innescando una 3° Intifada. Secondo la polizia israeliana, 4 israeliani sono stati uccisi e 13 feriti in un audace attacco con machete e pistola da tre palestinesi. Questa operazione eroica, come i palestinesi la chiamano, si è verificata all'uscita da una sinagoga nella strada chiamata "Agassi", a Gerusalemme ovest. Due aggressori sono stati uccisi.
Nel frattempo, un'altra jeep militare israeliana è stata data alle fiamme vicino alla colonia di Kedumim nel nord della Cisgiordania. AGGIORNAMENTI: Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, rivendica l'accaduto. dichiarazione pubblica: Brigate Abu Ali Mustafa Ala militare del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (PFLP) Noi, Brigate Abu Ali Mustafa, ala militare del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP), lode e lodare l'operazione eroica effettuato questa mattina dai nostri compagni di compagni in FPLP, martiri Ghassan Abu Jamal e Odai, di Jabal Al Mukaber . Essi hanno preso d'assalto una sinagoga ebraica a Harnow, Deir Yasin ovest di Gerusalemme, mascherato e armati di asce, coltelli, pistole e la loro volontà d'acciaio. Quattro coloni ebrei, tra cui un ufficiale della sicurezza e un rabbino sono stati uccisi, altri nove feriti gravemente. Entrambi i compagni sono stati, martirizzato (ucciso) dopo aver intrapreso la pistola sparando con le forze di polizia sionista. Lodiamo e ammiriamo chi contribuisce a sradicare l'occupazione ebraica che dissacra la nostra patria. Questa operazione, come molti altri eroici, si presenta come una risposta naturale ai crimini commessi dall'occupazione israeliana e come forma di resistenza popolare. ------------------------------------------------------------------------------------ 2 poliziotti israeliani sono stati feriti da pietre lanciate da shebab palestinesi vicino alla moschea di Al Aqsa. ------------------------------------------------------------------------------------ 18-11-2014 .Ferito un motociclista israeliano dopo essere stato picchiato con bastoni e pietre da giovani nella Gerusalemme occupata. ------------------------------------------------------------------------------------ 18-11-2014 Chiusa la pagina facebook del PFLP dopo il comunicato ufficiale. ------------------------------------------------------------------------------------
IlMagistrato della Corte dell'Occupazione ha deciso di non consegnare i corpi dei responsabili dell' operazione di commando Gerusalemme all'alba Martedì. L'avvocato ha detto Addameer Prisoner Support and Human Rights, ha detto che il giudice dell'occupazione tribunale di Gerusalemme ha rifiutato di consegnare i corpi dei martiri Ghassan Abujml (27 anni) e Uday Abujml (22 anni) il Giovedi sera, citando la presenza di motivi di sicurezza. L'avvocato ha detto che la decisione del giudice è arrivata dopo l'affermazione occupazione intelligenza che è troppo presto per consegnare il corpo del defunto, e che i controlli e le procedure di sicurezza non sono stati ancora notare, che aumenterà Astninava contro la decisione della Corte Suprema dell'occupazione il Mercoledì. Ci sono state notizie contrastanti sulle intenzioni di occupazione nel trattare con i corpi dei martiri, con l'arresto di 10 persone dalla famiglia del defunto per continuare fin dal mattino e due cugini. 19 Novembre 2014
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato la demolizione o la sigillatura delle case delle famiglie dei palestinesi che hanno effettuato i recenti attacchi contro gli israeliani. Questa azione costituisce danneggiamento verso persone innocenti. E 'una punizione collettiva che è sia illegale che immorale. L'establishment della sicurezza ha annunciato l'intenzione di demolire o sigillare sei case: tre a Gerusalemme Est, una a Nablus e uno in Hebron: Appartamento di moglie e bambini piccoli di Ibrahim 'di Akari, al terzo piano di un edificio di 3 piani, a Shu'fat. Appartamento della madre di Mohammed Ja'abis, al secondo piano di un edificio a due piani, a Jabal al-Mukabber. Appartamento dei genitori di Mu'taz Hejazi, al primo piano di palazzo ad Abu Tor, dove vivono i suoi genitori, il fratello e la sorella . Appartamento della moglie di Maher Hashlamon e bambini, al quarto piano di un edificio di 5 piani, ad Hebron. Casa di Nur genitori a-Din Abu di Hashiyah, in 'Askar campo profughi vicino a Nablus. I suoi genitori vivono lì con cinque dei loro figli, uno dei quali è un minore. Casa della famiglia Shaludi a Silwan. Da quando è iniziata l'occupazione nel 1967, le forze di sicurezza israeliane hanno demolito centinaia di case per punire i parenti di palestinesi che danneggiano o accusano di essere lesi da israeliani. Questa politica ha reso senzatetto migliaia di persone che non erano stati accusati di alcun illecito. Circa dieci anni fa, un comitato militare guidato dal Maggiore Generale Udi Shani hanno trovato le demolizioni punitive come una misura di discutibile efficacia nel prevenire gli attacchi contro gli israeliani. Si è riscontrato che le demolizioni a volte ottengono l'effetto opposto e ha dichiarato che la misura non è legale. Shaul Mofaz, ministro della Difesa, al momento, ha ordinato che venisse seguito il parere del comitato . Dal 2005, lo stabilimento di sicurezza è raramente utilizzato questa misura. La chiamata abituale per la demolizione punitiva in risposta agli attacchi contro gli israeliani ignora le conclusioni del comitato ed è a quanto pare ha fatto in primo luogo per ottenere l'interesse dei media e il guadagno politico. Una politica di punitiva a casa di demolizione è fondamentalmente sbagliato, a prescindere dalla efficacia. E 'in contrasto con le norme morali di base di punire le persone per i misfatti di altri. B'Tselem invita le autorità a non demolire queste case.
3 ferite di proiettile in scontri nel distretto di Nablus.
20 Novembre 2014 L'Occupazione dichiara la confisca di cargo container con pugnali, spade pugnali a fulmine pugnali elettrici dopo il loro arrivo al porto di Ashdod, di un mercante di Gerusalemme... Escalation di scontri ad Abu Dis, a Gerusalemme. Testimoni parlano di asaban con proiettili e bombe fumogene. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------il 21 Novembre 2014 - Il Ministro israeliano di pubblica sicurezza Yitzhak Aharonovitch Giovedì 21 novembre 2014, ha approvato una misura che rende facilita il possesso della pistola, espandendo l'ammissibilità di licenza pistola a decine di migliaia di persone che in precedenza non erano ritenute idonee qualificata. "La decisione viene dalla necessità di migliorare la sensazione di sicurezza tra la popolazione alla luce dei recenti attacchi di terrore," ha detto Aharonovitch. Orientamenti nuovi, apparentemente temporanei, consentirà certo esercito veterani unità, riserve ufficiali nell'esercito, ex polizia e ufficiali di Shin Bet (polizia segreta israeliana) ed ex guardie di sicurezza presso l'autorità di aeroporti di Israele a qualificarsi per una licenza di pistola. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 22 Novembre 2014 - Israele dice di avere sventato un attentato terroristico suicida a Hebron. Le forze israeliane a Silwan, Gerusalemme continua a fare irruzione in negozi e case.

sabato 15 novembre 2014

QUEI BRUTTI NEGRI...


Roma, periferia Est. A Tor Sapienza, da giorni la tensione è alle stelle: un centro per richiedenti asilo è diventato un fortino assediato. disperati dentro, in fuga dalla guerra. disperati fuori, a indicare in quelli dentro "il nemico", un facile nemico su cui scaricare angosce, disagio, paura. i minori non accompagnati sono stati portati via stamattina, trasferiti per motivi di sicurezza. dentro al centro rimangono i rifugiati e gli operatori terrorizzati, fuori le forze dell’ordine e una folla forse resa cieca da anni di disinformazione e cattiva politica. una guerra tra poveri, aizzata anche al grido di "viva il duce" da gruppi fascisti - loro sì che di guerra se ne intendono. in quel centro sono rinchiusi ragazzi che attendono di conoscere l’esito della loro domanda di rifugio politico, presentata dopo un lungo viaggio, quando ormai si sentivano al sicuro. Lanci di bottiglie, urla rabbiose, e loro che chiedono "perché? non vi abbiamo fatto niente". una parte del quartiere si oppone a questa aggressione, ragiona, tenta di far ragionare. non dovremmo lasciarli soli. assediati, prima o poi, possiamo sentirci tutti. ma bisogna imparare a riconoscere il nemico. che forse è la povertà, la disuguaglianza, la paura, e chi ci marcia, chi ci guadagna, chi la aizza. questi sono i nemici, non quei ragazzi in fuga dalla guerra. (Cecilia Strada)

venerdì 14 novembre 2014

UN ATTIMO DI GAZA con MOHAMMED MATTER


Durante l'ultimo massacro perpetrato da Israele nella Striscia di Gaza, un ragazzo Palestinese. Mohammed Matter scrive su facebook :
Migliaia di volantini stanno cadendo ora su Atatra e Twam. I volantini stanno sempre chiedendo alla gente di evacuare e questo è il segno di un'imminente invasione via terra. Non so se si possono vedere i volantini nella foto. sono in quella linea bianca in mezzo.
Ho visto 1 ambulanza su 3 distrutte a nord di Gaza.
Questo ragazzo stava lavandosi i denti con un acqua molto inquinata nella scuola dell'UNRWA. Quando gli ho chiesto perché non utilizzasse l'acqua pulita per lavarsi i denti, lui mi rispose che avrebbe preferito perdere tutti i denti piuttosto che sapere che qualcuno avrebbe potuto soffrire di sete perché lui aveva utilizzato l'acqua pulita per lavarsi i denti. Rimasi senza parole!
Questa foto è stata fatta dove sorgeva un negozio di materiali di pittura nella Striscia di Gaza. Questo negozio era di proprietà di un mio vicino di casa. Oggi gli ho chiesto se lui è triste per aver perso il suo negozio, ha detto: "Questo negozio è tutto quello che ho e ho trascorso anni di duro lavoro per costruirlo e renderlo migliore, ma io non sono molto triste, sono felice di non essermi fatto male quando è avvenuta l'esplosione. Il denaro viene e va, ma quando le persone muoiono, non ritornano nuovamente!
Seduto vicino la spiaggia di Gaza. Il sole splende, il vento è forte e ci sono un sacco di persone intorno. La scena qui è bella e ti fa dimenticare la distruzione e lo spargimento di sangue dietro di noi. Ripeto il mio invito. Quando la Palestina sarà libera, siete tutti invitati per un pic nic al mare di Gaza. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Voglio aggiungere poche, ma sentite parole miste ad amarezza , a rabbia, ad infinita tristezza che mi assalgono quando penso alla mia Gaza ( mia perchè la porto ogni giorno nel mio cuore) A Gaza c'è un popolo fortissimo che resiste e lo fa col cuore , lo fa lanciando sassi contro i carri armati e lo fa con tanto spirito di abnegazione , perchè in una situazione estrema , quale è quella che vivono giorno per giorno i nostri fratelli gazawi, chiamati "terroristi" da quell'ammasso di persone violente e disumane che da 46 anni stanno compiendo contro di essi le più efferate nefandezze, chiamati "terroristi" da quello pseudo-stato di nome Israele, che si è comprato il silenzio di tutto il mondo occidentale, Italia compresa, loro hanno inventato una Resistenza Indistruttibile, che vincerà e che tutti noi ci aspettiamo di vedere un giorno trionfare nella giustizia. E, sebbene io sia agnostica , può sembrare un controsenso , ma non lo è, voglio unire il mio urlo a quello di questo meraviglioso popolo che nell'attesa urla al cielo: "ALLAH U AKBAR"! (Silvana Parlagreco)

giovedì 13 novembre 2014

COSI' GIUSTIFICANO UN GENOCIDIO


QUESTO SI CHIAMA LAVAGGIO DI CERVELLO: -Un Comandante israeliano definisce "Guerra Santa" sui Palestinesi combattere materiale comandante per "Rock Solid" operazione [aka "protettivo Edge] Cari comandanti e combattenti, è stato il nostro grande privilegio comandare e servire nella brigata Givati in questo momento. La Storia ha scelto noi per essere il bordo tagliente della baionetta per combattere il nemico terrorista "di Gaza" che con maledizioni, diffamazioni, abusi ha battagliato contro il Dio di Israele. Questa volta dobbiamo assumerci la missione con piena umiltà ed essere disposti a mettere in pericolo noi stessi e dare la vita per proteggere le nostre famiglie, la nostra nazione e la nostra patria. Noi dobbiamo agire insieme con forza e con determinazione, con iniziativa e con trucchi ingannevoli e mirare al contatto con il nemico. Faremo di tutto per vivere fino alla fine della missione e annientare il nemico e rimuovere la minaccia dalla nazione di Israele. Nessuno qui ritornerà senza eseguire. Noi agiremo e faremo di tutto per restituire alle famiglie i nostri ragazzi. Utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione e con forza tutto ciò che è richiesto. Mi fido di voi, ognuno di voi, deve agire con lo spirito di combattenti israeliani che sono i pionieri per condurre in campo loo spirito di Givati. Rivolgo gli occhi al cielo e prego con voi "Ascolta, Israele: il Signore Dio nostro è l'unico Signore." Dio, Signore di Israele, fa che il nostro percorso raggiunga il successo, perchè noi stiamo lottando per il tuo popolo, Israele, contro un nemico che diffama il tuo nome. In nome di combattenti IDF e in particolare, i combattenti e i comandanti della brigata, ripetiamo la frase "per il Signore tuo Dio che è colui che sta con voi, a combattere per voi contro i vostri nemici, per salvarti." si avvera, e noi potremo rispondere: Amen.

HAMAS CONTRO FATAH : LA DISGRAZIA DELLA PALESTINA


E' l'opera di Hamas contro i militanti di Al Fatah, per avere commemorato e attaccato i manifesti di Arafat a Gaza... Hamas ha vietato le manifestazioni di commemorazione del leader-simbolo del popolo palestinese, Yasser Arafat. Ieri sono stati colpiti una decina dei leaders di Al Fatah di Gaza... Non per polemica, ma per amore della verità: La situazione palestinese, purtroppo è una situazione abbastanza complessa e spesso noi subiamo e dobbiamo stare zitti (abbiamo l'acqua in gola), non è facile parlare davanti a tutti della nostra situazione interna. Siamo in crisi, da quando Hamas governa Gaza, non perché la governa, ma di più per la spaccatura politica e geografica che ha creato e che mettono in serio pericolo tutta la causa palestinese. Abbiamo il problema che Hamas che governa Gaza dal 2006 non risponde al popolo palestinese, ma di più all'agenda esterna dei fratelli musulmani. Nella storia umana, l'uso politico della religione è sempre stato foriero di disastri a tutta l'umanità e si continua. Tutti noi ricordiamo le crociate nella religione cristiana? il sionismo nella religione ebraica e i fratelli musulmani nella religione islamica. Il conflitto con Hamas è profondo e strategico, in Palestina sono nate tutte le religioni monoteistiche, noi (Al Fatah, l'OLP, l'ANP) da sempre lottiamo per uno stato libero, laico e democratico, per tutti i suoi cittadini: ebrei, cristiani e musulmani. Lottiamo da più di un secolo contro lo stato d'Israele, stato confessionale, religioso ebraico e non possiamo alla fine accettare di combattere uno stato religioso, Israele (ebraico) per mettere un altro uguale, confessionale, religioso (islamico). E' qui il discorso e il dissenso di fondo. Hamas fa parte dell'alleanza mondiale dei fratelli musulmani e risponde alla loro agenda e non all'agenda del popolo palestinese. Abbiamo fatto del tutto per farli entrare nell'OLP, unico legittimo rappresentante del popolo palestinese, non hanno voluto e non vogliono. Anzi, tutta la loro politica tende a colpire l'OLP (obiettivo israeliano strategico da sempre: liquidare l'OLP e distruggerla). Nel 2010 è stato firmato un accordo a Washington fra gli USA e l'organizzazione dei Fratelli Musulmani, tendente alla consegna del mondo arabo in mano ai fratelli musulmani con l'obiettivo di trasformare il conflitto mediorientale in un conflitto puramente religiose e dove noi con il nostro progetto strategico dello stato democratico-laico saremo i primi sconfitti, abbiamo visto di seguito, cosa è successo nel mondo arabo: Tunisia, Yemen, Siria, Libia, Egitto (non parliamo dei paesi del Golfo)… La vittoria dei fratelli musulmani in Egitto (Morsi), completava la distruzione di quel fronte arabo laico che poteva fare minima resistenza alla minaccia del dominio israeliano-sionista in Medioriente (Iraq, Siria, Egitto) e la distruzione della Palestina per sempre, attraverso la creazione dello stato palestinese a Gaza, una parte del Sinai e con il consenso di Hamas e sotto la guida di Hamas (erano pronti i miliardi del Qatar per costruire il porto e tutto il resto…) e il giorno dopo Israele annetteva quello che è rimasto della Cisgiordania. Per la fortuna di tutti che Assad ha resistito (per conto suo e non siamo in difesa del suo regime) in Siria e Morsi è stato rovesciato da El Sissi in Egitto, cose che ci hanno salvato da un brutto destino. Hamas non vuole ragionare e rispondere agli interessi del popolo palestinese, le divisioni servono solo ad indebolire il campo palestinese, dal 2006 che cerchiamo di trovare una intesa, di mettere tutto al giudizio del popolo palestinese, loro non vogliose sentire nessuna ragione. L'elezioni presidenziale e parlamentare devono essere fatte ogni 4 anni e loro non vogliono nessuna intesa per indire delle nuove elezioni al costo di assassinare i palestinesi e la loro causa. Secondo voi cosa dobbiamo fare dinanzi a una situazione del genere, il presidente palestinese e nessun ministro può andare a Gaza, vi sembra normale? Non possiamo usare le armi, sarebbe guerra civile, ciò che auspica Israele e tutti i nemici del popolo palestinese. Non basta sparare contro Israele per definirti rivoluzionario o anti-imperialista, non sono questi i nostri valori o gli indici di misura. La strategia palestinese deve essere concordata e collettiva, una organizzazione o un gruppo politico non può decidere per tutto il popolo, noi abbiamo la nostra storia, la nostra esperienza, le nostre strutture ed istituzioni. Abbiamo i nostri errori e le nostre responsabilità, però siamo i difensori reali, i garanti della nostra causa e non permetteremo a nessuno di danneggiarla o liquidarla. Non siamo stanchi, ne disperati, la nostra è una causa giusta e vincente, la sua vittoria semplicemente è questione di tempo. ---------------------------------------------------------
L'occupazione militare israeliana isola il prigioniero politico deputato Marwan Barghouti Ramallah 2014/12/11 - avvocato PPS ha detto il Mercoledì, chela direzione militare dei carceri di occupazione ha proceduto a trasferire il prigioniero politico e deputato palestinese Marwan Barghouti in cella di isolamento nel carcere 'Hadarim'. L'associazione dei prigionieripoltici palestinesi, ha detto in un comunicato, che l'amministrazione penitenziaria ha informato i detenuti che il processo di trasferimento è venuto come punizione per il comunicato stampa che è stato pubblicato sulla lingua per l'anniversario della scomparsa del simbolo il martire Yasser Arafat, e in risposta a questo, i prigionieri chiudere il carcere fino alle sette, ha detto, aggiungendo che i prigionieri erano ancora innegoziatoo con il management su questo argomento. Commentando il fatto; il presidente dell'associazione dei prigionieri politici palestinesi sig. Qaddura Fares , che l'isolamento di Marwan Barghouti, indica il livello di confusione tra l'establishment politico e di sicurezza dell'occupazione, e che malgrado tutto ciò che li procedimenti di repressione Marwan rimarrà fedele agli obiettivi del popolo palestinese, e al sentiero di lotta del martire Yasser Arafat, e qper gli obiettivi per cui ha lottato e, e forse isolato a causa di una dichiarazione in occasione della scompara di Yasser Arafat, questa è la prova che Yasser Arafat fa paura all'occupante anche dalla tomba, e Marwan fa paura anche dalla sua cella.

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